Una Roma brutta e lenta riesce a spuntarla 1-0 sul Cagliari grazie ad un lampo di Dovbyk. I giallorossi si avvicinano così sempre più al quarto posto Champions, ora a soli 4 punti di distanza ed occupato dal Bologna. Per il resto, le buone notizie in casa-Roma finiscono qui, perchè la squadra di Ranieri quest’oggi è stata ben al di sotto delle aspettative, messa più volte in difficoltà dal buon Cagliari di Nicola ed incapace di mostrare un gioco fluido e convincente. Ma tant’è, dopo l’eliminazione europea di giovedì, quest’oggi era fondamentale riprendere a vincere e la squadra di Ranieri il bottino l’ha portato a casa, dunque obiettivo raggiunto, in attesa di ritrovare anche le geometrie dei tempi migliori, e sperando anche che l’infortunio occorso a Dybala sia di un’entità minore di quella che si teme…
PRIMO TEMPO – Con la gara di Bilbao ancora nella testa e nelle gambe, per la sfida al Cagliari Ranieri si affida ad un po’ di turnover e lascia Hummels fuori, con Mancini che si sposta al centro e Rensch che va a fare il terzo dietro. Sulle fasce poi ci sono Saelemaekers ed Angeliño, con Konè-Paredes al centro, mentre in avanti ci sono Baldanzi e Soulè in appoggio a Dovbyk. Per quanto riguarda invece gli isolani, Nicola vara un 3-5-1-1 di grande copertura, con davanti il solo Piccoli, supportato da dietro da Viola. Dopo un minuto di silenzio fatto osservare in memoria di Agabio, storico presidente della Federginnastica, Piccinini apre le danze dell’Olimpico ed il primo a farsi notare è proprio Dovbyk, match-winner dell’incontro, che nell’occasione va via in area con un bello spunto sulla sinistra, ma poi sul suo cross in mezzo la difesa cagliaritana allontana la minaccia. Si fa poi male Caprile dopo uno scontro fortuito col compagno Luperto, ma per fortuna il portiere può riprendere a giocare. La partita si sviluppa su un ritmo molto blando, con la Roma che non riesce a sfondare, anche perchè dall’altra parte c’è un Cagliari bisognoso di punti che sta attentissimo sul piano difensivo e che resta molto chiuso. Al quarto d’ora ancora Dovbyk protagonista: Artem fa partire un tiro da fuori, pallone alto. Trascorsi sei minuti, Soulè tenta lo sfondamento e viene chiuso, ma arriva a rimorchio ancora Dovbyk, il cui tentativo viene pero’ smorzato dalla difesa rossoblù. La Roma fa possesso sterile in mezzo al campo, così per vedere una vera occasionissima bisogna attendere la mezz’ora: su angolo di Paredes, Mancini la gira al volo sul primo palo, ma il suo tiro viene deviato e finisce a lato. Al 34′ arriva poi anche la prima occasione per il Cagliari: su azione di ripartenza, Piccoli ci prova dalla distanza, senza pero’ impensierire Svilar. Al 36′ si accende Soulè e serve un bel cross per la testa di Dovbyk, che la spizza sul 2° palo, ma manda fuori di poco. Nel finale del tempo lo stesso Dovbyk ci riprova ancora su angolo, ma il suo colpo di testa sul palo più lontano sembra più un assist per nessuno, con la palla che esce mestamente a lato. Un primo tempo avaro di emozioni si chiude con una ghiotta occasione per gli ospiti: Viola trova il corridoio in diagonale per l’inserimento di Zortea, che calcia dalla destra, ma la spara malamente fuori. Si chiudono così 45′ lenti e macchinosi.
SECONDO TEMPO – Ci si attende una mini-rivoluzione nella Roma, ed invece Ranieri conferma gli stessi 11, nel tentativo di smuoverne l’orgoglio. La partenza tuttavia è tutta del Cagliari, che prova ad osare: Deiola calcia dalla lunga distanza, ma manda a lato (51′). Un minuto dopo ancora rossoblù all’attacco, Zortea trova a centro area Piccoli, che la calcia sul 2° palo, ma Svilar è bravissimo a respingere d’istinto il tiro ed a salvare la Roma. Ci prova allora Soulè a scuotere i compagni al 54′ con un tiro a giro, che pero’ si spegne a lato. In questa fase tuttavia i giallorossi appaiono spenti, come se non avessero più stimoli, dopo l’eliminazione dall’Europa League. Ci crede invece tantissimo il Cagliari, che si fa vedere all’ora di gioco: Adopo verticalizza in area per Piccoli, il cui tiro viene sventato da N’Dicka in calcio d’angolo. La Roma capisce che non puo’ tirare troppo la corda, così torna subito ad attaccare e Dovbyk viene servito in area da Baldanzi, ma l’ucraino spreca, calciando addosso ad un difensore, che si rifugia prontamente in angolo. Dal corner pero’ nasce il goal che decide la partita: Paredes la crossa dalla bandierina per Mancini e la palla sbatte sulle spalle di un difensore del Cagliari, per poi rimpallare nel cuore dell’area, dove c’è appostato Dovbyk ed Artem stavolta è letale, palla nel sacco e Roma avanti al 62′. A questo punto i due allenatori cambiano gli interpreti e nella Roma entrano Dybala, El Shaarawy e Cristante per Soulè, Baldanzi e Konè, mentre Nicola si affida ad Augello, MUtandwa e Makoumbou per cercare di acchiappare almeno un punto. Il giro-palla del Cagliari porta Zortea a trovare Piccoli, ma Svilar salva ancora su di lui con una bella respinta in tuffo. Tre minuti dopo, al 71′, il portiere deve poi intervenire ancora su un colpo di testa a tuffo di Mina, sigli sviluppi di un calcio di punizione. Siamo ormai negli ultimi 20 minuti e Ranieri inserisce Shomurodov, mentre Nicola risponde con Marin. Dybala intanto si accascia a terra per un problema muscolare, dopo una giocata col tacco, e ad un quarto d’ora dalla fine la Joya alza bandiera bianca, dentro Pisilli. Sull’altro fronte invece Nicola leva un centrocampista (Deiola) ed inserisce una punta (Pavoletti): il messaggio è chiarissimo… Ed infatti negli ultimi 10′ gioca solo il Cagliari, che attacca in massa, alla ricerca dell’1-1. La Roma invece perde anche Rensch per infortunio, il problema è che Ranieri ha già finito i cambi, per cui per tre minuti buoni i giallorossi rimangono di fatto in 10, poi l’olandese stringe i denti e rientra, seppur dolorante. I sei minuti di recupero concessi da Piccinini diventano in realtà ben nove ed a spingere è solo il Cagliari, mentre la Roma non riesce più ad uscire dalla propria metà campo. Al 99′ poi Piccinini si decide a chiudere le ostilità e la Roma può respirare: la classifica ora comincia ad essere interessante, ma la sosta stavolta arriva proprio ”a fagiolo”…